Pesche da conservare. Per le colazioni d’inverno

Pesche da conservare. Per le colazioni d’inverno

A fine agosto, quando ero piccolo, ci si trovava da mia nonna paterna per preparare la conserva, i pelati, le prugne e le pesche sciroppate.

Io ricordo solo la conserva perché di tutti le preparazioni era la più goliardica e lunga, ricordo però il sapore delle pesche quando poi andavo qualche giorno in vacanza da lei e me ne offriva una o mezza a fine pasto: soda, morbida e dolcissima.

Complice un’estate molto casalinga e il fatto che i miei suoceri andavano direttamente dal produttore a prendere quelle di scarto e quelle da mettere via, ho approfittato anch’io per conservarne un po’ per l’inverno e le sue colazioni.

Sicuramente confettura, ma anche qualcuna in sciroppo, da utilizzare poi per crostate, pies e per una super vintage mesca melba con gelato e panna montata.

Pesche sciroppate speziate

Per preparare le pesche sciroppate, le ho lavate, fatte bollire intere due minuti e poi pelate.
Le ho poi posizionate nei barattoli e coperte con uno sciroppo preparato con un rapporto acqua/zucchero 2:1: un litro di acqua e mezzo kg di zucchero semolato, a cui ho aggiunto in fase di bollitura un pezzo di scorza di limone e un cucchiaio di succo di limone, affinché le pesche non si ossidino e mantengono un bel giallo vivo.
Ho deciso di aromatizzare in modo diverso le mie pesche: ho inserito in un barattolo una tazzina di acqua di rose, in un altro un pezzo di stecca di cannella e dell’anice stellata e in un altro ancora dei pezzi di stecca di vaniglia e una tazzina di rhum. Faccio poi bollire i barattoli per venti minuti a bagnomaria per sterilizzarli e conservarli più a lungo.

Confettura ai persipien

Con quelle più malandate, invece, non potevo che preparare una confettura. E, visto il mood di ferragosto, una confettura ai persipien seguendo le indicazioni della regina delle confetture Christine Ferber. Ho lavato, pelato e tagliato a pezzetti piccoli le pesche, le ho irrorate con il succo di mezzo limone e le ho coperte di zucchero (1/2 kg di zucchero per 1 kg di pesche); le ho lasciate così per due ore. Le ho poi portate a bollitura e le ho fatte bollire per circa dieci minuti. Ho spento, lasciato raffreddare e tutta la notte a riposare. Il giorno dopo ho riportato a bollitura e fatto bollire per altri dieci minuti, ho aggiunto 50 g di cioccolato fondente e 50 g di amaretti sminuzzati insieme, ho mescolato e invasato. Ho capovolto i barattoli per creare il sottovuoto e dopo 15 minuti girati e messi in dispensa.

Ne ho messa un po’ da parte per la colazione di questi giorni.
E vi assicuro che è buonissima.