Corolli, biscotti rosa all’alchermes

Corolli, biscotti rosa all’alchermes

Rosa “bubblegum”? Oppure rosa “flamingo”? O ancora, rosa “corallo”? Come definireste il colore di questi biscotti all’alchermes, rosa, di cui vi raccontiamo questa volta?

Per quanto ci riguarda troviamo irresistibili sia i biscotti in generale (rosa poi…) sia l’alchermes e abbiamo un debole per le ricette regionali, quelle che si tramandano da secoli e di cui non conosce proprio bene la storia.

Quel che è certo e che mi sono imbattuta in un’immagine su Pinterest, ho fatto una breve ricerca e poi sono andata ad acquistare una bottiglia di Alchermes (e li ho preparati).

Cominciamo con il dire che questi biscotti assomigliano molto ai taralli dolci di origine laziale ma: non hanno l’olio nell’impasto ma il burro; non hanno il vino nell’impasto e una volta cotti e raffreddati si intingono nell’alchermes e si passano nello zucchero semolato.  

Come dicevo, noi adoriamo questo dolce liquore di un bel colore rosso vivo a base di erbe e spezie. L’altra sera, decantando l’alchermes, discutevamo poi sullo straordinario potere del cibo di riportare spesso alla mente ricordi e aneddoti legati a qualcosa o a qualcuno. Per esempio, il dolce preferito di mio papà è la zuppa inglese e ogni volta che annuso il profumo dell’alchermes mi viene in mente quando d’estate si usciva a prendere il gelato e lui sceglieva appunto il gusto zuppa inglese. Giorgio mi ha raccontato allora della sua passione per la pizza dolce abruzzese e di come fosse legata al ricordo di una persona a lui cara.

Ma torniamo ai nostri biscotti corolli. Ho scoperto per ora che si usa (usava?) prepararli in occasione dei matrimoni e da qui il nome “corolli degli sposi” o “della sposa”. L’impasto è semplicissimo e il procedimento è molto divertente.

Cercando informazioni su questi dolcetti toscani ho anche scoperto cose interessanti sull’alchermes che, ammetto, non sapevo. Tipo che è nato a Firenze nel Medioevo.

“L’origine di questo nome esotico è araba ed è legata al suo bel colore rosso ricavato dalla “Cocciniglia”, dall’arabo al-qirmiz, che indica e l’insetto e il colore. Le femmine della Cocciniglia secernono acido carminico per difendersi dai predatori ed è dalle femmine essiccate che si ricava una polvere colorante da cui si ottiene il colore rosso carminio che contraddistingue il liquore. Oggi, nella produzione industriale, la Cocciniglia è sostituita da coloranti alimentari. Già nel lontano 1233 veniva prodotto dalle suore dell’ordine dei Servi di Maria ed è documentato che nel XV secolo fosse prodotto nella farmacia di Santa Maria Novella. Si tramanda sia stato un “rosolio”, nominativo attribuito ai liquori con bassa gradazione alcolica e dolci o giulebbe*, inventato dalla famiglia dei Medici, o più probabilmente molto consumato da molti dei suoi membri, che lo chiamarono anche “Elisir di lunga vita”, anche se da altre parti si sostiene che questo appellativo si debba alle Serve di Maria. Esportato in Francia dalla futura regina di casa Medici, Caterina (ma cosa non si attribuisce ormai alla grande Caterina!), era conosciuto oltralpe con il nome di “Liquore de’ Medici”

[Dal sito www.tuttatoscana.net]

Ingredienti

  • 400 g di farina 00 *
  • 150 g di zucchero **
  • 125 g di burro
  • 2 uova
  • mezza bustina di lievito vanigliato
  • un pizzico di sale

*io ho utilizzato una parte di farina di riso, una parte 00 e una parte integrale ma va benissimo anche semplicemente quella 00

** io ho utilizzato lo zucchero di canna

Procedimento

Mescolare il burro morbido con lo zucchero fino a quando non si scioglie poi aggiungere le uova fino a ottenere un impasto omogeneo. A questo punto unire la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale e impastare quel tanto che basta per avere un panetto morbido che dovrà riposare in frigo per almeno due ore.

Una volta trascorso il tempo di riposo accendere il forno a 180 gradi e cominciare a formare i biscotti. Staccare dei pezzetti di impasto, arrotolarli come per formare dei grissini e poi chiuderli a ciambella. Disporli sulla teglia imburrata o rivestita con carta da forno distanziandoli un pochino perché crescono.

Cuocerli per circa 10 minuti (dovranno restare chiari) e una vola sfornati lasciarli raffreddare completamente.

A questo punto preparare una ciotola in cui versare l’alchermes e un piatto in cui riporre un po’ di zucchero semolato bianco. Intingere ogni biscotto nel liquore per qualche secondo e premerlo poi nello zucchero. Lasciare asciugare i biscotti sulla carta da forno.

Conservarli in una scatola di latte. Il giorno dopo sono più buoni!

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