Parigi e le ‘brûlerie’. Belleville, Verlet e la Cafèothèque

Parigi e le ‘brûlerie’. Belleville, Verlet e la Cafèothèque

Sono lontani i tempi in cui i Francesi erano poco adusi al caffè e tutte le volte che noi Italiani varcavamo il confine rimpiangevamo l’espresso Italiano.
Ho selezionato per voi tre torrefazioni (brûlerie in francese) incontrate, ‘assaggiate’ e amate a Parigi.

CAFE_PARIS_1
Della prima, Brûlerie de Belleville, mi ha attirato il colore blu intenso, tra il cobalto e l’oltre mare, perfetto e consolatorio in una giornata grigia e piovosa.

Il quartier generale è non a caso nel multietnico Belleville, dove giornalmente, al n° 14 di Rue Lally-Tollendal (“Chez Lally”) che dall’estate 2017 è la nuova sede, i chicchi vengono tostati, controllati, imbustati e spediti.
Oltre al laboratorio, due caffè in zona Belleville e un terzo nel Marais: noi l’abbiamo però scoperta nella bottega – solo vendita e degustazione – di rue de Grenailles proprio davanti al Musée Maillol, dove eravamo in coda.

CAFE_PARIS_2
Io ho assaggiato un ottimo espresso: buono, intenso, ben estratto, ma è possibile assaggiare anche caffè filtro oppure acquistare una busta di caffè in grano o macinato con splendide immagini di altri tempi sulla confezione, una tazzina con il loro logo o ancora dei calzini come insolito souvenir de la ville.

Ho scoperto infatti che nella tradizione francese, ma anche in quella belga, si usa una sorta di calzino (chaussette) in cotone come filtro per il caffè e quindi il caffè come jus de chaussette, con cui spesso tra l’altro la Brûlerie Belleville chiama il proprio caffè.

CAFE_PARIS_3bis
Passiamo dal bleu Belleville al verde salvia, anche se l’espressione cromatica corretta sarebbe robe de moine/veste di monaco, della più storica torrefazione parigina: Verlet.

Il laboratorio/bottega della Brûlerie Verlet è in rue de Montpensier, dietro il giardino del Palais Royal, ma io vi consiglio di provarlo nel caffè di rue Saint-Honoré, incastatonato tra le boutique di haute couture del primo arrondissement.

CAFE_PARIS_3
Vicino al bancone, circondati da splendidi cassetti in legno – originali come tutto il resto dell’arredamento degli anni 1920 – o sui tavolini in legno, con specchi antichi e il vecchio pavimento in legno, potete scegliere tra una selezione di circa trenta caffè (e altrettanti thé), con alcuni blend particolarmente rari, come il Bourbon Pointu dell’Isola della Reunion Island nell’Oceano Indiano o il Sant’Elena, proveniente dall’omonima isola persa nell’Atlantico meridionale, da accompagnare a una Madeleine ai pistacchi (1,90€), un pain au chocolat o una fetta di plum cake con frutta candita, tra l’altro anche in vendita sfusa in bottega come anche biscotti e épicerie fine.

CAFE_PARIS_4
La terza segnalazione, spostandoci nel IV arrondissement tra il Marais e Notre Dame, è una tappa che gli appassionati di caffè non possono evitare: La Caféothèque de Paris, al n° 45 di Rue Hotel de Ville.

Aperta nel 2005, con il nome di Soluna Cafés, dall’idea dalla decana della coffeology Gloria Montenegro, ha dato inizio a una vera e propria rivoluzione del caffè a Parigi.
La Montenegro, Ambasciatore del Guatemala, si è fatta ambasciatrice non ufficiale per il caffè di qualità proveniente da tutto il mondo, andando personalmente almeno due volte all’anno a visitare i produttori di caffè in Sud America e in Africa.

CAFE_PARIS_5
Al momento, la Biblioteca del caffè importa e tosta il caffè da 23 paesi diversi, ma punta a salire fino a 31 in modo da poter offrire un paese diverso ogni giorno del mese. La breve distanza dalla Città Internazionale delle Arti, fa sì che la Caféothèque ospiti periodicamente mostre e installazioni artistiche, attirando clientela cosmopolita e viaggiatori grazie anche alla sua invidiabile posizione sulle rive della Senna.

L’interno ha un’impronta fortemente coloniale con un pianoforte, poltrone da safari lounge con pelli di animali, un grande baule pieno di giocattoli per bambini e una grande libreria/dispensa con dozzine di cassetti contenenti il vari caffè non torrefatti provenienti da tutto il mondo.
Potete decidere di prendere il vostro caffè in un vero e proprio salotto, sul bancone davanti i baristi che lavorano incessantemente oppure nell’ultima stanza, forse la più suggestiva, con una parete vegetale tropicale con 20 diverse piante di caffè che spuntano dal muro.
CAFE_PARIS_6

Eh sì, Parigi val bene (anche) un caffè.