Starbucks e Massari a Torino

Starbucks e Massari a Torino

Meno di un mese di vita per le aperture più chiacchierate dell’autunno sabaudo. Da una parte Starbucks aperto il 30 ottobre scorso in via Amendola a un passo da via Roma e dalla stazione di Porta Nuova nei locali che per tanti anni hanno ospitato lo store di Emporio Armani, dall’altra Iginio Massari che il 28 ottobre ha aperto a Torino definita dal pasticcere: “Viva, giovane, sorprendente e in continuo rinnovamento, senza rinunciare alla sua eleganza e sobrietà

Di seguito le riflessioni di Madama Colassion.

Starbucks

I  numeri
540 metri quadri di superficie e 150 posti a sedere per lo Starbucks più grande d’Italia e il decimo aperto nel nostro paese dopo i 9 aperti a Milano nell’ultimo anno in collaborazione con Percassi.
Giusto per fare qualche numero globale e comprenderne le dimensioni incredibili: Starbucks, fondata a Seattle nel 1971, è la più grande catena di caffè del suo genere al mondo, con 28 720 punti vendita in 78 paesi, di cui 12 000 solo negli Stati Uniti.

Noi di Madama Colassion appassionati a qualsiasi tipo di colazione l’abbiamo provato cercando di ripulirci di tutti i pregiudizi che spesso accompagnano catene del caffè di così grandi dimensioni sparse in tutto il mondo.

Impressioni

La prima cosa che ci ha colpito entrandovi è stato l’odore: un mix di caffè tostato, legno e burro identico a quello di tutti gli altri Starbucks provati in giro per il mondo.
Così per il merchandising e i prodotti da forno che rassicurano i ragazzi e gli studenti che qui vengono e fanno la coda proprio per quelle familiarità.
I prodotti da forno naturalmente arrivano già pronti, dai sapori un po’ industriali, standardizzati e molto dolci.
I prezzi, anche per la caffetteria, tendenzialmente alti.
Noi, per un caffè americano tall e un cooky salted caramel spendiamo 4,50 (2 il caffè e 2,50 il biscotto).

Cosa salviamo?
Il design: il locale a differenza degli altri della catena, che ricordavamo perennemente in oscurità e con poltrone e divani Chesterfield da salotto, è molto più luminoso e più di design con poltrone a metà tra seduta anni ’50 e modelli scandinavi contemporanei, mentre sulle pareti prevalgono i colori della terracotta e dei terreni unito al verde dell’iconica sirena.
Il caffè (americano): molto lungo, molto buono, intenso e per nulla acido o annacquato.
Il fatto di poterci stare ad libitum per lavorare/chiacchierare/riposarsi.

Controindicazioni e valori aggiunti
Mettete in conto un po’ di coda – la mattina almeno mezz’ora e in ogni caso sempre almeno dieci minuti di attesa alla cassa (forse che anche la coda è marketing?) e anche qui, come in qualunque altro Starbucks nel mondo, il nome del cliente viene scritto a mano sul bicchiere di carta da portare assolutamente in giro: a farlo ci si sente molto newyorchesi e nello stesso momento dice a tutti che siete stati da Starbucks.

La Galleria di Iginio Massari

Pochi metri di distanza – ad essere precisi 220 – su piazza CLN la Galleria di Iginio Massari ha il suo spazio sabaudo che, dopo quello di Milano di fianco al Duomo, negli spazi dovrebbe essere solo la prima di tante altre aperture in Italia e all’estero con la collaborazione e supervisione dei figli Nicola e Debora.

Lo stile
Un linguaggio art déco – pensiamo – volutamente ispirato a Torino patria dello stile floreale e liberty, giocato sui colori dell’oro satinato (ottone), grigio/verde e nero lucido. Dorato ripreso anche nella Mole di cioccolato a decorazione del plumcake al gianduja dedicato alla città: geometrie smussate e ambiente elegante; peccato che la sala inferiore continui ad essere chiusa e lo spazio a disposizione, soprattutto all’ora della colazione, poco.

Numeri e prezzi
26 dipendent
i, tutti giovanissimi, 12 varietà di brioches e croissants, oltre a maritozzi e monoporzioni.  1,20 € il costo del caffè al banco, 1,50 quelle delle brioches e dei pasticcini; seduti cambia tutto: 3 euro per l’espresso, 6 per la cioccolata calda, 5 tè, infusi e tisane, mentre i lievitati da colazione e macarons costano tutti 2,50 euro, mignon a 2 euro e tutte le monoporzioni a 10 euro.

Marika Dho®

Impressioni/2

A parte l’evidente problema dello spazio (ristrettissimo), il caffè Hausbrandt assaggiato era ben estratto, aromatico ed intenso. I pasticcini perfettamente stratificati e con i gusti ben percepibili in particolare per la Sacher innovativa, con cioccolato fondente, confettura di lamponi e mele, e la Via Lattea, ai tre cioccolati e tutte le differenti sfumature di gusto. Croissant perfettamente sfogliato, dal buon profumo di burro e incredibilmente leggero, il maritozzo riccamente farcito di panna montata e crema pasticcera: goloso e non eccessivamente dolce.
Per Madama Colassion è sì, ma rimane un’unica grande questione: va bene garantire qualità controllata nella casa madre, ma non si può fare a meno di preparare tutto a Brescia e poi lasciare assemblaggi e ritocchi a Torino?
Un laboratorio nella città sabauda?