Il nucleo dell’eccellenza colazionista di Catania si concentra in pochi metri, perché nel giro di qualche isolato si trovano le pasticcerie, che sono anche caffè, più amate dai Catanesi e che offrono effettivamente il meglio quanto a colazioni dolci – dai cannoli alla ricotta o al pistacchio alle minne di Sant’Agata fino al classico estivo di granita con brioscia col tuppo – e salate – arancini, ravazzate, calzoni, pizzette, sfincioni, iris al ragù.

Due sono proprio dirimpettai, Savia e Spinella, il cui confronto tra i migliori arancini o cannoli di uno rispetto all’altro, è costantemente motivo di discussione tra Catanesi.
Se volete togliervi dall’impiccio fatte qualche passo su via Umberto I e incontrate una terza pasticceria molto apprezzata in città: Luigi Ficarra che dal 1979 sforna il meglio della produzione catanese, dalle cartocciate alle paste di mandorle, dai cannolini alla ricotta alle granite ai gelati.

Il Colazionista, come promesso, vi racconta però qualcosa in più dei (soliti) riti mattutini di Catania.
Continuando infatti su via Umberto I, incontriamo un’altra istituzione cittadina che incarna molto bene l’essenza siciliana fatta di agrumi e limoni appena spremuti.
Parliamo del Chiosco Giammona, stile liberty e atmosfere retrò di ferro, legno e vetro per una conferma per locali e turisti, immediatamente conquistati dai sapori e dai gesti antichi di chi vi prepara con un incredibile tocco di mano la bibita di strada più celebre di Catania: il seltz, che poi non è altro che acqua (molto) frizzante, limone e un pizzico di sale.
Cos’è che fa la differenza?
“Noi usiamo la tenaglia – spiega Francesco Giammona, uno dei 6 figli impegnati sui 3 turni di apertura del chiosco – per spremere il limone, mentre in molti utilizzano lo spremiagrumi; in pratica, centrifugato contro un succo che contiene, invece, semini”.

Noi abbiamo assaggiato anche la bibita preparata con lo sciroppo (di loro produzione) al mandarino verde, che insieme al mandarino tradizionale e al tamarindo – digestivo oltre a dissetante e reintegrante di sali minerali – , sono i gusti più apprezzati.
Per non farci mancare nulla anche il ‘completo’, che forse non è proprio una bevanda da colazione, ma è particolarmente interessante da provare come bibita da degustazione o cocktail dopo pasto: l’antesignano è ‘Acqua e zammù’, una bevanda di poche lire, a base di anice; oggi il completo è preparato con seltz, limone spremuto, sciroppo di mandorle e liquore di anice.
Dieci minuti di camminata in direzione sud, che vi consigliamo di percorrere attraversando il verace e autentico mercato A Fera o Luni (Fiera del lunedì – mercato che originariamente si teneva solo il primo giorno della settimana) – vuoi non comprare delle mandorle di Avola, dei pistacchi di Bronte o dell’origano dell’Etna? – e arriverete all’ultima (nostra) scoperta catanese: Me Cumpari Turiddu.

Qualcosa di nuovo per Catania e per la Sicilia intera.
Un ristrò che tutti i giorni a partire dalle ore 10:30 del mattino serve i riti arcaici della colazione isolana: caffè, ma anche cappuccini, serviti in tazze e tazzine d’altri tempi volutamente spaiate su pizzi fatti a mano, da accompagnare a una fetta di crostata agli agrumi o una ciambella appena sfornate, una spremuta di arance tarocco o un succo naturale o ancora uno yogurt di capra girgentana.

Accontentàti anche i cultori della colazione salata che troveranno pane (caldo) dal forno interno, realizzato con lievito madre e una miscela di farine tipiche siciliane che lo rende croccante e altamente digeribile, da farcire con salumi e formaggi dei Presidi Slow Food.
La mafaldina con la mortadella di asino ragusano e capuliato o una cuddriredda di Delia e un caffè intenso saranno il vostro ricordo più bello e nuovo di Catania a colazione.