D’accordo con Marisa Laurito, insieme alla pastiera e alla sfogliatella, il babà resta uno dei dolci partenopei più amati.
Ma mentre al Nord la bagna al rhum è ancora decisamente alcolica e quindi non troppo adatta alla prima colazione, a Napoli e in Campania la bagna ha solo un profumo di rhum (e vaniglia) e quindi il babà è adatto a qualsiasi ora del giorno.

L’origine di questo dolce da forno a pasta lievitata con lievito di birra, è polacca (babka ponczowa) che i cuochi francesi trasformarono in baba e poi babbà dai pasticceri napoletani.
L’invenzione del babà si fa risalire al re polacco Stanislao Leszczyński, suocero di Luigi XV di Francia, che amava dedicarsi all’invenzione culinaria ma, essendo privo di denti, era impossibilitato a mangiare dolci quali il gugelhupf Alsaziano, che egli trovava troppo asciutto; decise allora di ammorbidirlo nel Tokaj e nello sciroppo.
La tipica forma a fungo la si deve invece al celebre pasticciere Nicolas Stohrer, giunto a Parigi con Maria Leszczyńska, figlia del sovrano polacco. Ancora oggi, nella capitale francese, la maison propone dolci simili.
Un’altra versione delle origini faceva ricordare al re la gonna a campana delle donne anziane che si chiamano babka.
Un’altra leggenda ancora racconta che il re, dal pessimo carattere, scagliasse il dolce contro una credenza, fracassando una bottiglia di rum. Questa andò a inzuppare il dolce e Stanislao allora lo assaggiò, trovandolo ottimo.

Dove mangiare i migliori tra Napoli e la Campania?
L’autorità in tema babà napoletani sembra essere Capparelli su via dei Tribunali, in uno dei punti più turistici di Napoli tra San Gregorio Armeno, la via dei presepi, la Napoli Sotterranea e la Neapolis Sotterrata: babà più grandi della media, buonissimi e particolarmente economici, viste soprattutto le dimensioni.

Altri ottimi babà si trovano dalle altre celebri pasticcerie partenopee, già citate su questo blog a tema sfogliatelle, ovvero 

Discorso a parte merita Mazz Bar, uno dei più storici in città per la produzione dei babà dal 1935 sotto l’insegna Antica Pasticceria Mazzaro; riaperto nel 2015 da Ivan e Guglielmo che ne rappresentano la terza generazione, grazie all’ingresso in società dell’imprenditore Dario Fato, hanno dato inizio al rinnovamento che unisce tradizione e cambiamento: grande qualità dei prodotti e antiche ricette della tradizione per mini babà farciti con crema e panna con fragoline, babà a ciambella, ma anche l’inconsueto babà salato ripieno di pomodoro e mozzarella.

Usciamo da Napoli per altre due segnalazioni: Pasticceria Di Rosa a Giugliano in Campania, che abbiamo già conosciuto per la loro ottima caprese e i cui babà non sono da meno: morbidissimi e ricchi di bagna profumata.
In forma sia singola che di torta, la Pasticceria li spedisce ovunque in Italia.
L’altra segnalazione fuori Napoli è la pasticceria di Pasquale Marigliano (a Nola e Ottaviano): anche qui la sua fama ha raggiunto varie parti d’Italia e anche i babà confermano l’alta qualità della pasticceria; soffici, gustosi, dorati e in tantissime varianti tutte da provare. Su tutte quello inzuppato con punch di melannurca e farcito con una purea della “Regina delle mele”.
