Quel che resta del Salone del Gusto. A colazione.

Quel che resta del Salone del Gusto. A colazione.

Del Salone del Gusto, conclusosi circa una settimana fa, si è detto di tutto e di più.
Che è morto, che è diventato troppo commerciale, che dovrebbe farsi da parte per lasciare spazio a Terra Madre e agli eventi enogastronomici ad esso correlati sparsi sulla città e sul territorio.

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Il Colazionista, che è sempre attirato dalle cose buone, ci ha fatto un giro ed ha selezionato le cose che ha apprezzato di più individuando qualche tendenza a tema colazione:

  1. I biscotti regionali inzupposi

Prima di tutto i Biscotti di Ceglie.
Letteralmente andati a ruba esaurendo le scorte di sei fornai produttori, piombati in Piemonte da Ceglie Messapica coi camioncini pieni. Il biscotto cegliese, presidio Slow Food, è ‘una ricetta antica e salutistica’ a base di mandorle, marmellata di ciliege, un goccio di limoncello e niente farina che sta spopolando, sull’onda anche del grande successo dell’osteria Cibus, considerata una delle migliori d’italia da Slowfood.

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Si risale l’Italia per assaggiare gli ottimi cantucci artigianali dei Fratelli Lunardi in tantissime varietà, tra cui quello molto colazionista al muesli, per ritorenare sul tacco d’Italia con i mostaccioli e le sfogliatelle di Canosa della pasticceria Mastrangelo: dette anche rose canosine consistono in una sfoglia a base di farina, vino, zucchero, sale, olio extravergine di oliva stesa fino a diventare un lenzuolo molto sottile spennellato di olio extravergine d’oliva e riempito di confettura alla percoca, mandorle a granella, uvetta e gocce di cioccolato. Rimanendo in zona Puglia, è più precisamente a Matera in Basilicata, segnaliamo le ottime ciambelline Malocchio del Panificio Vincenti e gli Integrali e i Prima ora del forno (a legna) Pane e pace.

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Tra i biscotti piemontesi restano eccellenze quelli di Primo Pan a Battifollo, preparati con farine biologiche di farro, nocciole, cereali, grano saraceno, castagne, integrali e locali, macinate a pietra e gli eccezionali torcettini al burro e melighe del Mulin ‘d Barot di Lanzo.

 

  1. Buono come il pane

C’è qualcosa di più buono di pane e marmellata a colazione?
Ecco noi abbiamo scoperto degli ottimi pani perfetti anche a colazione.
Due su tutti: il pane da farina di grano arso e lievito madre del Forno Sammarco a San Marco in Lamis (ancora Puglia!) con un incredibile profumo di affumicato e arricchito di miglio e semi di lino e il pane della Filiera della farina di Stupinigi prodotto da Panacea di cui quello tirolese, con uvetta, mela e cannella, ci è sembrato il più colazionista di tutti.

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  1. Cioccolato sul pane

Buona la marmellata, ma la crema di cioccolato Vasetto® è davvero qualcosa che dà dipendenza: in tre opzioni, ovvero gianduja normale, fondente e senza zucchero è incredibilmente buona e cremosa e sapendo che è molto più sana (senza latte e derivati del latte, grassi o olii aggiunti, glutine, emulsionanti e lecitina di soia) della crema al cioccolato e nocciole più famosa, vi sentirete quasi in dovere di consumarla.

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  1. Gelato (a colazione)

È vero stiamo andando verso la stagione fredda, ma il gelato, quello buono, lo si consuma in qualsiasi stagione.
E dopo la conferma di quello sempre ottimo di Marchetti, di cui abbiamo apprezzato in particolare i gusti Robiola di Roccaverano, quello ai Ramassin della Valle Bronda (presidio SlowFood), la crema con melighe e lo Zabaione al passito di Strevi, abbiamo assaggiato in anteprima i sorbetti al cioccolato Domori, ovvero gelati di massa di cacao nati dalla spremitura delle fave essiccate e tostate.
Se il cioccolato Domori è buono, ecco il loro ‘gelato’ lo è di più.
Aspettiamo che i gelati Domori diventino disponibili in cremeria: sembra che la prima sede sarà Milano e noi disposti a fare una gita per assaggiarlo.

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